domenica 16 marzo 2008

Rimigliano - meno cinque

Il primo chilometro del Parco è stato "normalizzato". Ormai di "naturali" ne restano solo cinque, ma a quanto se ne sa, è questione di poco. I palificatori stanno già fremendo.

In questi giorni sono terminate le opere di urbanizzazione del primo chilometro (dei sei totali) del litorale del Parco di Rimigliano.
Le grandi palizzate realizzate per formare lo spazio di contenimento delle discariche costiere, sono state prolungate fino al graziosissimo chalet costiero del Botro ai Marmi
La Barriera, alta più di due metri corre continua dalla fine della concessione del Garden Club, fino alla foce del Botro ai Marmi, intervallata solamente da qualche varco lasciato per le ruspe e da qualche aggraziato cancello in telo ombreggiante verde strappucchiato.


Lo spazio dietro la palizzata è già stato quasi tutto riempito con i rifiuti che erano stati accumulati quest'estate nella discarica-deposito. Dal momento però che lo spazio dietro i pali non era sufficiente a contenere tutti i rifiuti, si è pensato di tagliare con le ruspe la prima duna (ingrandisci le foto successive) realizzando un capace cassonetto dove stipare i rifiuti. Il materiale risultante dallo scavo è stato utilizzato per ricoprire i rifiuti.
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La duna che ci si preoccupava tanto di salvaguardare dall'erosione del mare (in effetti troppo lontana per poter essere mai raggiunta dall'acqua) è stata invece affettata con le ruspe insieme alle piante pioniere ed alle loro radici, quindi impalata ed affogata di rifiuti. La meravigliosa cornice naturale del Parco, che contornava la spiaggia, con la vegetazione che si spingeva fin sulla sabbia, ormai non esiste più, sostituita da una ripugnante stecconata e da una distesa di discariche ricoperte di sabbia.
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Il Parco retrostante può ormai essere intravisto sola attraverso qualche foro. Un'opera pubblica indecente e scandalosa, che grida vendetta e che si ha ragione di credere che non rimarrà impunita.
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